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#SkylabNEWS: Comunicato Stampa - L'allarme per le Imprese Sociali lanciato da Lanza del Vasto

PER NON ABBANDONARE LE PERSONE FRAGILI

SOSTENIAMO LE IMPRESE SOCIALI


Se non verranno attuati subito e con adeguate risorse provvedimenti di effettivo sostegno l’intero sistema dei servizi sociali e socio sanitari andrà al collasso, con abbandono di migliaia di persone fragili (anziani, minori, disabili).

Nello stesso tempo, nessuna impresa sociale in Liguria potrà sopravvivere: migliaia di lavoratori rimarranno disoccupati.

Lanza del Vasto è solo un esempio: circa 400 anziani ospiti nelle residenze in Liguria, oltre 2000 assistiti a domicilio; più di 1000 minori e persone disabili seguite nei vari servizi (diurni e residenziali). Quasi 500 lavoratori a tempo indeterminato: medici, infermieri, fisioterapisti, educatori, OSS. Con la forzata interruzione dei servizi, per oltre 120 è stata richiesta la Cassa Integrazione (finora senza risposta).

Ma non è il solo caso. Da decenni l’economia sociale consente alla collettività di garantire servizi alle persone bisognose, con vantaggi per la Pubblica Amministrazione (minori spese, maggiore flessibilità operativa), costruendo nuove professionalità e creando posti di lavoro.

Anche nell’emergenza sanitaria le imprese sociali hanno contribuito ad affrontare una situazione drammatica e imprevista, condividendo le difficoltà di tutti, ma garantendo continuità

assistenziale alle persone affidate, anche con modalità adattate e innovative

occupazionale al maggiore numero possibile di lavoratori.

Mentre nelle residenze si combatteva contro l’epidemia, alcuni servizi sono stati forzatamente interrotti (centri per minori, asili, centri diurni per anziani e disabili), altri fortemente ridotti (assistenza domiciliare). In questa situazione si sono attuati anche interventi sostitutivi, nei limiti del possibile, per non abbandonare le famiglie senza risposte assistenziali.

A fronte dell’impegno di decine cooperative sociali liguri, dall’inizio della Fase 1 dell’emergenza Covid nessun provvedimento governativo o regionale ha previsto adeguate misure di sostegno alle attività sociali e socio sanitarie:

- Diversi provvedimenti di Alisa, pur riconoscendo la continuità dei servizi resi dalle imprese sociali non consentono la loro fatturazione, né riconoscono i maggiori oneri sostenuti per erogare i servizi fronteggiando l’epidemia

- I tempi di pagamento degli Enti Locali committenti si sono ulteriormente dilatati.

Di conseguenza, i molti servizi sospesi hanno determinato l’abbandono di persone fragili, chiuse in casa da mesi, ma anche una drastica riduzione dei ricavi delle imprese sociali e crisi finanziaria irreversibile.

Gli ammortizzatori sociali, oltre a non compensare in maniera sufficiente la riduzione dei ricavi, non sono ancora stati erogati ai lavoratori, creando situazioni personali e familiari drammatiche.

La Fase 2 è stata avviata in maniera ancora più negativa:

- Nessuna previsione, né a livello governativo né ragionale, sul ritorno a regime dei servizi

- Nessuna misura di sostegno adeguata è prevista per le imprese sociali nel fantomatico decreto “Rilancio”

- Nessuna visione rispetto alla riprogettazione del sistema di servizi alla persona viene proposta dalle Istituzioni, né si manifesta disponibilità ad ascoltare proposte delle imprese sociali, che sono portatrici di una capacità di lettura dei bisogni e di costruzione di risposte che finora ha fondato il welfare.

In assenza di azione politica adeguata si manifesterà un dramma sociale che metterà definitivamente in ginocchio non solo un settore dell’economia, ma una funzione pubblica essenziale e quindi l’intera comunità ligure.

Chiediamo alle Istituzioni l’adozione immediata di provvedimenti in grado di tutelare le persone fragili e le imprese sociali e garantire la reale e rapida ripartenza dell’intero sistema di servizi alla persona. I più urgenti:

arrivare rapidamente alla ripresa di tutti i servizi. Ancora oggi molte persone con necessità assistenziali sono confinate in casa, senza nessun aiuto e in situazione di grave disagio fisico, economico e psicologico

pagamento a vista dei crediti di ASL e Comuni per i servizi alla persona resi in convenzione

riconoscimento dei maggiori oneri sostenuti nella Fase 1 (DPI, maggiore impiego di personale per presidiare i servizi residenziali)

definire nuove rette per i servizi riorganizzati con una maggiore complessità sanitaria

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