• Dalida Spunton

Quella volta che ho abbracciato Lucio Dalla

Avete presente quando vi rimane in testa una canzone per giorni e giorni? La canticchiate in testa mentre state andando a lavoro, quando state lavando i piatti, o prima di andare a dormire.

L’altro giorno ero sul terrazzo di casa, era una bella giornata di sole e, come ogni giorno, fissavo il mare che si intravede dal balcone, finalmente si respira l’estate che per arrivare, e con essa tutta una serie di nuovi impegni inderogabili.

Accompagnata dalle note di : La Casa In Riva Al Mare - traccia estratta dall’album “ Storie Di Casa Mia “ mi dirigo verso l’angolo del balcone cercando di toccare il mare.

Il cielo limpido si univa in un abbraccio alle onde cristalline, tutto va bene.

D’altronde io non sono in prigione come il protagonista di questo splendido testo.

Stanotte, dopo giorni che in testa rimbomba quella canzone faccio un sogno, ero ad una conferenza per un evento, avevamo i posti prenotati per il pranzo post riunione - immagino - io ero in fondo ad un tavolo di sconosciuti; chiamo la direttrice dell’evento e chiedo di spostarmi di tavolo, più vicino a quello che sarebbe stato il tavolo dei BIG.

Mi accomodo e compiaciuta del mio immediato cambio posto inizio a gustare quello che sarebbe stato un ottimo pranzo, non avevo idea degli ospiti che si sarebbero accomodati al mio tavolo, incuriosita inizio a bere buon vino rosso; ad un certo punto lo vedo entrare, bassino, con gli occhiali indosso e una camicia un po’ più larga del dovuto.

Lucio arriva in tutta la sua irregolare bellezza, io mi alzo e come se lo conoscessi da sempre lo vado ad abbracciare, lui è contento, sorride e inizia a cantare una canzone che mi ricorda qualcuno, si tratta di: " Io Te e Maria "di Piero Ciampi, ( chissà , forse perché inconsciamente il testo della canzone precedente contiene il nome Maria e allora devo aver fatto questa associazione ) ci sediamo a tavola e lui inizia a bere buon vino rosso, in compagnia di tanti altri.

Il sogno svanisce così nel nulla, mi sveglio, e ho quella splendida sensazione di aver lasciato un amico, non solo un grandissimo artista.

Per l’occasione oggi ripropongo una piccola pillola della rubrica #formatovinile - che andava in onda su Radio Skylab.


Si parla di : “ Lucio Dalla “


Immaginatevi tantissime persone schiacciate in una piccola reception di un albergo a Savona. Era il 14 Agosto o giù di lì, faceva caldo, molto caldo e naturalmente, quando abiti in Liguria, hai un’attività commerciale, sei sotto le festività e hai bisogno di fare cassetto, succede che ti si rompe qualcosa di fondamentale.


In quel caso era l'aria condizionata.


Sono giornalisti, critici, ascoltatori affezionati venuti da ogni parte della regione per sentire cos'hanno da dire questi due signori bruttini ma molto interessanti, che, in quel caso specifico, si trovavano in compagnia di un bellissimo cane. Stiamo parlando della fine degli anni settanta quando Radio Skylab era ancora una piccola bimba tra le radio liguri. Il nostro titolare era tra quelle persone e andò lì per intervistarli. 

Uno dei due era De Gregori che esordì dicendo : Se sentite puzza vi assicuro che non è il mio cane ma è colpa sua ( indicando il signore al suo fianco ).


Lucio si mise a ridere.

Lucio.


Oggi parliamo proprio di Lucio Dalla, con quella canottiera bianca, gli occhiali tondi e il berretto da marinaio. 

Era il 4 Marzo 1943 quando a Bologna nacque questo signore.

" Colui che amava contaminare ".


A differenza di suoi colleghi stimatissimi che seguivano le più delicate onde del folk ( De Andrè, Guccini, De Gregori, Venditti, Vecchioni ) lui adorava sperimentare col jazz il blues ed il soul forgiando così negli anni il " Dalla-sound " : una miscela ben riuscita dei tre sopracitati generi con una sottile ma incisiva punta di soft-rock \ prog.

Questo disco arriva solo due anni dopo uno dei miei preferiti di Lucio , in " Com'è Profondo Il Mare " si percepiscono ancora strascichi dalla trilogia con Roversi ( Roversi ha scritto tutti i testi de “ Il giorno aveva cinque teste “, “Anidride Solforosa “ e “ Automobili “ ) testi più concettuali e meno “ pop “, proprio per questo suo modo di scrivere la collaborazione finì per problemi di censure con le etichette e gli ascoltatori.


Dopo l'amaro in bocca lasciato da questa esperienza Dalla decide di intraprendere la strada solitaria, d'ora in avanti sarà solo lui a scrivere le sue canzoni.

In " Com'è Profondo Il Mare " esce subito la sua enorme vena poetica, lui era in grado di scrivere di politica infilandoci dentro una storia d'amore per poi arrivare a parlare di masturbazione ( il tutto con una dolcezza incredibile ).


Così, da piccolo e basso rospo peloso qual era Lucio inizia a conoscere il successo, assapora il riscatto personale e finalmente viene apprezzato.

Nonostante la grande fama rimane sempre coi piedi ben piantati a terra e quando lo intervistano dice : "quello che dicono le mie canzoni potrebbe dirlo anche mia zia".

Certo, diglielo un po’ alla zia che cosa  è successo quando è uscito " Lucio Dalla " ( disco che abbiamo scelto per la rubrica di oggi ).


Succede il cosiddetto " botto "!


Album con suoni più curati del precedente, con testi più “ alla portata di tutti “ meno sperimentale con più ballate classiche e sognanti, il tutto condito da una maturità che a volte si distrae ma che comunque si ricorda da dove arriva. 


Ci sono brani dolcissimi come " Stella di Mare " o " Anna e Marco " che parlano d'amore come solo lui sapeva fare; con semplicità, arguzia e sarcasmo. Dentro questo bellissimo lavoro troviamo ad esempio la più bella canzone scritta per Milano da un non milanese, troviamo un apocalisse tutta pazza in " L'ultima Luna ", la speranza e la svoglietezza di quegli anni di " Caro amico ti scrivo, così mi distraggo un po’.. ", l'inizio del sodalizio con De Gregori in " Cosa Sarà "che darà il via poi al tour di cui abbiamo parlato all'inizio ( Banana Republic ).

Disco classico ma talmente bello che non si può non avere in casa per essere gustato davanti ad un bicchiere di vino rosso in queste fredde serate pre-natalizie, e, dato che siamo verso la fine dell'anno ho deciso che le canzoni scelte per la rubrica di oggi saranno " L'anno Che Verrà " e " Cosa Sarà " così, per un buon auspicio a tutti.




0 visualizzazioni
This site was designed with the
.com
website builder. Create your website today.
Start Now