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Dalla crisi Libica alla minaccia del Sultano: il convegno di Fabrizio Fratus a Castellafiume

"Solo con lo studio e l'approfondimento è possibile la comprensione della complessità in cui oggi viviamo, la geopolitica ha livelli di difficoltà superiori ad altre materie" Così Fabrizio Fratus presenta l'evento che lo vedrà tra i protagonisti insieme a Salvatore Santangelo e Davide Piccardo

Il convegno vuole mettere a nudo una realtà di cui si parla poco e con superficialità. Leggiamo su Il Sovranista:

Il grande limite della politica italiana, che purtroppo ha radici antiche, è il sostanziale disinteresse per la politica internazionale e la Geopolitica, che entra nel dibattito solo qualora si sovrapponga e si intersechi con le questioni interne. È così che a pochi chilometri dalle nostre coste, nella noncuranza dell’Italia e dell’Unione Europea, c’è uno stato che sta pesantemente influenzando gli equilibri mediterranei: la Turchia di Erdogan.

In questi anni si è avuta un’escalation impressionante da parte del nuovo Sultano: interviene in Siria appoggiando gli oppositori di Assad, estende la sua influenza giocando un ruolo di primo piano nel caos libico, a pochi chilometri dalle nostre coste, ripristina il culto islamico in Santa Sofia, dopo che Ataturk aveva deciso di laicizzarla rendendola un museo, e porta avanti una contrapposizione sempre più accesa con la confinante Grecia. La Turchia, o meglio lo stato laico e membro della NATO che abbiamo conosciuto finora, è definitivamente tramontato e stiamo ritornando a una politica imperialistica di stampo islamico e neo-ottomano? L’antica contrapposizione tra Europa e Turchia è destinata a rinascere? E come si deve porre l’Europa verso questo nuovo elemento politico?


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